Begl'occhi miei, come quelli di un dio minore, poiché tanta bellezza li rende divini. Chi li ha dipinti con tale virtù non immaginava di creare tanta immensità. D'oro celeste Figli di un ardore selvaggio Astri che si stagliano nell'alto cielo e su cui sta scritta la tua storia. Begl'occhi miei, con la luna piena, uno dimentico dell'altro, a brillare lungo la strada. Chi non conosce il tuo triste destino non può scoprire il pianto angosciato nel tuo riso. Le richieste di perdono si perdevano in un sussurro sconsolato quando il colpevole restava in disparte. Non si può essere più crudeli. Questo fado, che ora canto s'ispira proprio a te, te che nasci e rinasci sempre quando dentro qualcosa muore. Vorrei poter cantare così ore, giorni, senza fine quando chiedi a me soltanto “Per favore, ancora un fado”. | Meus lindos olhos, qual pequeno deus Pois são divinos, de tão belos os teus. Quem, tos pintou com tal condão Jamais neles sonhou criar tanta imensidão. De oiro celeste, Filhos de uma chama agreste Astros que alto o céu revestem E onde a tua história é escrita. Meus lindos olhos, de lua cheia Um esquecido do outro, a brilhar p´rá rua inteira. Quem não conhece o teu triste fado Não desvenda em teu riso um chorar tão magoado. Perdões perdidos Num murmúrio desolado Quando o réu morava ao lado. Mais cruel não pode ser. Este fado, que aqui canto Inspirou-se só em ti Tu que nasces e renasces Sempre que algo morre em ti Quem me dera poder cantar Horas, dias, tão sem fim Quando pedes só pra mim Por favor só mais um fado. |
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martedì 19 aprile 2011
Meus lindos olhos
Ascolta la canzone cantata da Mafalda Arnauth
martedì 8 marzo 2011
Quase imortal
Ascolta la canzone cantata da Mafalda Arnauth
Quasi immortale
Ho voluto liberare il grido che mi attanaglia
Un lamento che in me si ostina
A non spegnersi nel silenzio.
Ho voluto liberare l’angoscia, la paura
Dei giorni della verità
Così diversi dal passato.
E ora che ho liberato il mio grido
Non meno triste mi sento
Perché il cantare non leva il dolore,
perché il mio canto non muta il destino
di vivere vaneggiando
io, la vita e questo amore.
Ho voluto vivere un amore quasi immortale,
che non mi facesse torto
avere un cuore così grande.
Sono stata amata, nell’illusione di chi non lo era,
proprio da chi tanto avevo desiderato
Senza sapere che tutto fosse inutile.
E il mio peccato sta nel credere ancora
Che sia possibile desiderare e amare
Dando ascolto alla ragione.
Se l’amore è pazzia come si dice
io che ho sempre mentito a me stessa,
voglio ascoltare il mio cuore. |
Quase imortal
Um lamento que em mim teima Em não ficar calado. Quis soltar a mágoa, a ansiedade Dos dias da verdade Tão diferentes do passado. E agora que soltei o meu grito Não menos triste me sinto Que o cantar não leva a dor, Pois o meu canto não muda o destino De viver em desatino Eu, a vida e este amor. Quis viver um amor quase imortal Que não me levasse a mal Ter tamanho coração. Fui amada na ilusão de quem não o era Talvez por quem tanto dera Sem saber que era em vão E o meu pecado é ainda acreditar Ser possível querer e amar Dando ouvidos à razão. Se o amor é louco como dizem por aí, Eu que a mim sempre menti, Vou escutar meu coração. |
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