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martedì 19 aprile 2011

Meus lindos olhos

Ascolta la canzone cantata da Mafalda Arnauth



Begl'occhi miei, come quelli di un dio minore,
poiché tanta bellezza li rende divini.
Chi li ha dipinti con tale virtù
non immaginava di creare tanta immensità.

D'oro celeste
Figli di un ardore selvaggio
Astri che si stagliano nell'alto cielo
e su cui sta scritta la tua storia.

Begl'occhi miei, con la luna piena,
uno dimentico dell'altro, a brillare lungo la strada.
Chi non conosce il tuo triste destino
non può scoprire il pianto angosciato nel tuo riso.


Le richieste di perdono si perdevano
in un sussurro sconsolato
quando il colpevole restava in disparte.
Non si può essere più crudeli.

Questo fado, che ora canto
s'ispira proprio a te,
te che nasci e rinasci sempre
quando dentro qualcosa muore.

Vorrei poter cantare così
ore, giorni, senza fine
quando chiedi a me soltanto
“Per favore, ancora un fado”.



Meus lindos olhos, qual pequeno deus
Pois são divinos, de tão belos os teus.
Quem, tos pintou com tal condão
Jamais neles sonhou criar tanta imensidão.

De oiro celeste,
Filhos de uma chama agreste
Astros que alto o céu revestem
E onde a tua história é escrita.

Meus lindos olhos, de lua cheia
Um esquecido do outro, a brilhar p´rá rua inteira.
Quem não conhece o teu triste fado
Não desvenda em teu riso um chorar tão magoado.

Perdões perdidos
Num murmúrio desolado
Quando o réu morava ao lado.
Mais cruel não pode ser.

Este fado, que aqui canto
Inspirou-se só em ti
Tu que nasces e renasces
Sempre que algo morre em ti

Quem me dera poder cantar
Horas, dias, tão sem fim
Quando pedes só pra mim
Por favor só mais um fado.

martedì 8 marzo 2011

Quase imortal





















Ascolta la canzone cantata da Mafalda Arnauth



Quasi immortale


Ho voluto liberare il grido che mi attanaglia
Un lamento che in me si ostina
A non spegnersi nel silenzio.
Ho voluto liberare l’angoscia, la paura
Dei giorni della verità
Così diversi dal passato.

E ora che ho liberato il mio grido
Non meno triste mi sento
Perché il cantare non leva il dolore,
perché il mio canto non muta il destino
di vivere vaneggiando
io, la vita e questo amore.

Ho voluto vivere un amore quasi immortale,
che non mi facesse torto
avere un cuore così grande.

Sono stata amata, nell’illusione di chi non lo era,
proprio da chi tanto avevo desiderato
Senza sapere che tutto fosse inutile.
E il mio peccato sta nel credere ancora
Che sia possibile desiderare e amare
Dando ascolto alla ragione.

Se l’amore è pazzia come si dice
io che ho sempre mentito a me stessa,
voglio ascoltare il mio cuore.
Quase imortal


Quis soltar o grito que me queima
Um lamento que em mim teima
Em não ficar calado.
Quis soltar a mágoa, a ansiedade
Dos dias da verdade
Tão diferentes do passado.

E agora que soltei o meu grito
Não menos triste me sinto
Que o cantar não leva a dor,
Pois o meu canto não muda o destino
De viver em desatino
Eu, a vida e este amor.

Quis viver um amor quase imortal
Que não me levasse a mal
Ter tamanho coração.

Fui amada na ilusão de quem não o era
Talvez por quem tanto dera
Sem saber que era em vão
E o meu pecado é ainda acreditar
Ser possível querer e amar
Dando ouvidos à razão.

Se o amor é louco como dizem por aí,
Eu que a mim sempre menti,
Vou escutar meu coração.